Dalla Porziuncola di Assisi al Battistero e al Duomo di Firenze, fino al Duomo di Siena: i ponteggi Edilcomit tra arte e tecnologia “sospesa”
Architetture d’acciaio senesi dentro ai monumenti
Non sono semplici ponteggi. Dentro a chiese, battisteri e complessi monumentali diventano strutture che salgono, si adattano, proteggono e accompagnano i lavori di ristrutturazione e restauro senza invadere lo spazio. Anzi, finiscono quasi per diventarne parte. Architetture temporanee, ma capaci a volte di sembrare un’opera dentro l’opera.
È questa l’originalità di Edilcomit Ponteggi, azienda senese che oggi opera oltre la Toscana, specializzata nella consulenza tecnica, progettazione, installazione e noleggio di ponteggi per l’edilizia civile, industriale e monumentale. Accanto ai ponteggi tradizionali e multidirezionali in acciaio zincato, l’azienda realizza anche coperture mobili con teli in PVC, torri e strutture di sostegno, piattaforme di lavoro, scale di accesso, passerelle sopraelevate, passaggi pedonali sospesi e linee vita su coperture.
Nella sede legale dispone inoltre di un ampio magazzino espositivo, dove il personale altamente qualificato è a disposizione per la vendita e il noleggio di macchinari e attrezzature edili.
“Con i nostri ponteggi siamo entrati in alcuni dei luoghi più preziosi, delicati e fragili del patrimonio storico e monumentale, come Santa Maria degli Angeli ad Assisi, il Battistero e il Duomo di Firenze, la Galleria degli Uffizi, il Duomo e il Battistero di Siena e molte altre opere”, racconta Mariangela Vallerani, titolare di Edilcomit Ponteggi. “In contesti come questi una struttura non può limitarsi a stare in piedi: deve proteggere, seguire il restauro e inserirsi nello spazio con precisione, senza compromettere la visione dell’opera”.
La crescita dell’azienda è stata legata a scelte lungimiranti: “Un passaggio fondamentale è stato la decisione del mio socio Marco Rabazzi, che ricordo con affetto e che oggi non è più con noi, di inserire nel nostro parco noleggio un ponteggio multidirezionale Layher, leader nel settore. A questo si aggiunge la fortuna di avere in azienda il geometra Matteo Milia, che unisce visione progettuale ed esperienza concreta di cantiere, oltre a collaboratori che lavorano con noi da anni, cresciuti in una politica aziendale fondata sul rispetto delle regole, soprattutto sulla sicurezza”.
Tra gli interventi più suggestivi c’è quello realizzato alla Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi. “La prima cosa che abbiamo dovuto fare, prima di iniziare il montaggio della struttura per il restauro e il consolidamento della basilica, è stata mettere in sicurezza la Porziuncola di San Francesco con un sistema di protezione dedicato”, racconta Vallerani. “È un passaggio che dice molto del nostro lavoro: prima ancora del montaggio viene sempre la tutela del luogo che dovrà ospitare la struttura”.
Nei cantieri monumentali il lavoro comincia molto prima del ponteggio. “Molto spesso dobbiamo predisporre intavolati protettivi sul pavimento, perché anche il pavimento è un’opera d’arte”.
Osservando le immagini dei loro interventi, viene spontaneo pensare a un’architettura nell’architettura. Vallerani sorride: “Quando siamo intervenuti ad Assisi ci hanno detto che avevamo realizzato un’opera d’arte dentro un’opera d’arte”.
Poi ci sono i numeri di questo ingegno ad alta quota: “A Santa Maria degli Angeli siamo arrivati a 60 metri di altezza, mentre al Duomo di Firenze a 45 metri”. Ma a colpire, più delle altezze, sono complessità e tempi di questi interventi.
In un mestiere come questo, la sicurezza non è un capitolo a parte, ma il fondamento di tutto. “Per noi la cosa più importante è essere in regola con le normative vigenti in materia di sicurezza, a partire dal Decreto 81, oltre che con la formazione e la prevenzione degli infortuni. Nell’ultimo anno abbiamo ottenuto le certificazioni Iso 9001, per i sistemi di gestione della qualità, e Iso 45001, per il sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro. Sono riconoscimenti che attestano il nostro livello organizzativo e il nostro impegno su questi temi”.
Lo stesso principio guida anche l’organizzazione interna: undici persone in azienda, a cui si aggiungono cinque squadre di montatori che collaborano in modo stabile attraverso un contratto di rete.
“L’azienda l’ha fondata mio padre e, pensate, siamo partiti da una ferramenta”, racconta ancora Mariangela Vallerani. In quarant’anni Edilcomit si è trasformata: con i suoi ponteggi è uscita dal perimetro del negozio per entrare nei grandi cantieri del restauro e della conservazione, portando una competenza tecnica che, nei luoghi dell’arte, diventa forma di rispetto.
Edilcomit Ponteggi